PASSION LIVES HERE
Il tour per la città non poteva certo limitarsi al centro storico!!!
"Passion lives here" ha coinvolto tutta la città, anche quella un pochino più lontana dal centro ma che in fondo è la vera zona calda olimpica, ovvero quella che ospita gli atleti nel villaggio olimpico e che il vede impegnati ogni giorno all' interno delle strutture sportive.
Molto prima di arrivare alla hot zone, all' altezza dello Stadio Olimpico, si vede il lontananza svettare il Braciere omonimo. Con i suoi 57 metri di altezza, il braciere di Torino 2006 e' il piu' alto della storia e il 10 febbraio, con la sua accensione, sono stati formalmente aperti i XX Giochi Olimpici Invernali.
Posizionato sull'asse nord-sud dello Stadio Olimpico, a circa 16 metri dal perimetro esterno delle gradinate, è diventato un simbolo visibile da tutta la citta'. La sua fiamma rimarrà accesa sino al 26 febbraio, quando con la Cerimonia di Chiusura, si concluderanno i XX Giochi Olimpici di Torino 2006.
Il progetto è firmato by Pininfarina e grazie al contributo fondamentale di Italgas, Sponsor dei Giochi Olimpici in qualita' di Fornitore Ufficiale e Partner Ufficiale delle Paralimpiadi, rimarrà acceso per tutto il periodo olimpico.
Il Braciere ha il ruolo di custodire ed esporre la Fiamma Olimpica nel corso dei Giochi e per questa ragione è annoverato tra i simboli storici piu' importanti del contesto olimpico. Sin dal 1928, anno in cui venne introdotto formalmente, il braciere segna l’inizio e la fine delle celebrazioni olimpiche e, in un equilibrio perfetto tra simbologia, design e funzionalità consente al Paese ospitante di esprimere la cultura, l’anima e la storia di un’intera Nazione.
Il progetto creativo del Braciere di Torino 2006 nasce dalla volontà di rappresentare in un unico oggetto la tensione della sfida Olimpica: cinque colonne portanti che si lanciano verso l’alto con forza, rappresentando i valori dello Spirito Olimpico. Nella corsa verso il cielo, la tensione agonistica genererà una torsione, pura energia, che si trasformerà immediatamente in Fiamma.
La struttura del braciere e' composta da 3 conci (segmenti) rispettivamente di 31 metri, 15 metri e 11 metri (la parte torcente). Data l'altezza dello Stadio Olimpico (circa 26 metri), il braciere e' visibile dall'intera citta'. Esso è composto di 5 strutture tubolari del diametro di 60 centimetri, che si articolano all'interno di una circonferenza di 3 metri di diametro. Un sesto tubo centrale parte dalla base ed arriva alla sommita' allargandosi negli ultimi tre metri, cosi' da permettere la presenza dei bruciatori necessari per ottenere una fiamma di ben 4 metri di altezza. I 5 tubi esterni subiscono una torsione nella parte finale e sono attraversati da quello centrale.

Lo "Stadio Mussolini", poi divenuto Stadio Comunale, la torre “Maratona”, il prospiciente parco di piazza d’Armi e l’area “ex-Combi” retrostante descrvono l'area che è stato oggeto di restauro urbano ancor prima che luogo ospitante il nuovo impianto sportivo progettato da A.Isozaki.
In seguito agli accordi con il Comune, che affidavano lo Stadio delle Alpi alla Juventus, lo Stadio Comunale venne assegnato al Torino, con l'impegno di ristrutturarlo e renderlo operativo in tempo per ospitare le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Tuttavia, in seguito al fallimento della società granata avvenuto il 9 agosto 2005, tale impegno è diventato carico del Comune di Torino, che è così tornato proprietario dell'impianto e ha dovuto finanziare la ristrutturazione.
Il progetto di ristrutturazione, affidato a due studi di architettura veronesi Giovanni Cenna Architetto e Arteco , ha conservato le strutture esistenti, sottoposte al vincolo della Sovrintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, ed ha aggiunto nuove strutture verticali per reggere la copertura di tutto l'impianto, e un terzo anello di gradinate, continuo e strutturalmente collaborante alla copertura, dotato nella parte corrispondente alla precedente copertura di una parte chiusa ospitante 44 palchi.
Circa un terzo del rivestimento della copertura è in materiale plastico semitrasparente, in maniera da evitare il più possibile che l'ombra proiettata dalla stessa possa danneggiare il tappeto erboso a causa della minore insolazione.La capienza complessiva è di 27.168 posti, tutti al coperto e a sedere, ridotta rispetto a quella originaria (in origine l'impianto poteva ospitare 65.000 persone in piedi) per rispettare le moderne norme di sicurezza.
Per le cerimonie sono stati effettuati anche numerosi interventi ad hoc: l'ampliamento a 35.000 posti mediante strutture temporanee, la realizzazione di un imponente allestimento sceno-tecnico, la predisposizione del calderone olimpico.
Anche all'interno sono stati fatti molti cambiamenti: la novità principale è la costruzione al piano terra di un'area commerciale di 1.163 metri quadrati, nel settore nord-ovest, sono inoltre stati ristrutturati e collocati diversamente il centro di medicina sportiva, tutti i servizi e gli uffici.
A fianco allo stadio sorge la Torre Maratona che fu costruita con l'obiettivo di essere visibile anche da molto lontano, infatti è alta quaranta metri ed era decorata con vetri di Murano (delle vetrerie Venini), che brillavano al sole e che la notte venivano fortemente illuminati, per fare risaltare la scritta "stadio Mussolini".
A due passi dalla Torre spicca per lucentezza e dimensioni il Palaghiaccio di Isozaki. L'edificio è stato concepito come un parallelepipedo rivestito in acciaio inox, all’interno del quale la luce penetra attraverso fessure rettangolari di vetro, sparse su tutta la superficie. Fuoriesce dal terreno di 18 metri, ma il piano della pista si trova interrato di 7,5 metri. L’altezza esterna della struttura, in questo modo, coincide con quella dello stadio Comunale. Le due costruzioni “dialogano” idealmente, ma anche concretamente, perché collegate da un corridoio sotterraneo visibile dall’esterno».
L' elemento innovativo del palahockey è il sistema di tribune mobili, che consentirà di variare gli spazi e aumentare la capienza, in relazione all’evento da ospitare. È poi prevista la possibilità di realizzare un ulteriore piano al di sopra della pista di hockey, per ospitare altri sport: dal basket alla pallavolo, dalla ginnastica all’atletica indoor. Inoltre, i diversi gruppi di persone che lo utilizzeranno (atleti, tecnici, personale e pubblico) potranno muoversi e fruire degli spazi senza interferenze, grazie ad accessi e corridoi estremamente funzionali. Per ulteriori approfondimenti fate riferimento al blog MADEinCALIFORNIA di Delgiu dove troverete molti più approfondimenti.



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