OLYMPIC VILLAGE AND MORE...
Il Villaggio porta la firma dell'architetto Benedetto Camerana, coordinatore del gruppo di progettazione risultato vincitore del concorso internazionale. Nel progetto si ripropone il rifacimento della struttura storica dei Mercati Generali, realizzata nel 1934 da Umberto Cuzzi.
La scelta dell'ente promotore di localizzare il Villaggio Olimpico in aree urbane attualmente poco valorizzate attribuisce all'intervento il compito di volano della riqualificazione per l'intero distretto. La progettazione ha voluto quindi conferire un carattere peculiare agli edifici al fine di rendere riconoscibile il quartiere nel futuro ed identificarlo con il titolo di quartiere olimpico, come era già avvenuto a Torino negli anni sessanta per il complesso di Italia '61.
Il villaggio diventa inoltre un elemento connettivo tra il quartiere di matrice razionalista e il complesso del Lingotto al di là della ferrovia e ricuce, sia visivamente che fisicamente, questa parte di città con la passerella che passa sotto al grande arco hi-tech, oramai riconosciuto nell' immaginario collettivo dei cittadini e turisti come uno dei simboli dei Giochi Olimpici 2006.

La passerella dovrà creare il collegamento pedonale tra l'area degli ex Mercati Generali e l'adiacente centro polifunzionale del Lingotto. La suddetta area é caratterizzata dalla presenza delle architetture del Mercato Ortofrutticolo: le tettoie per l'esposizione (le due parti laterali e il corpo centrale), la torre serbatoio e il "piano caricatore" parallelo ai binari ferroviari. La ferrovia taglia in due parti l'area, da un lato la zona Mercati e dall'altra il complesso Lingotto. Il percorso pedonale comincia in corrispondenza del corpo centrale dei Mercati Generali e termina al di là della ferrovia in prossimità di una passerella già esistente. Alcuni vincoli, come la presenza della ferrovia condizionano la progettazione della passerella e ne fanno l'elemento di forza: l'impossibilità di creare appoggi lungo tutta l'area occupata dai binari suggerisce l'idea di una passerella sospesa ad un arco che ha i suoi appoggi nella sola fascia dove sono consentiti. L'arco nasce da esigenze strutturali e funzionali ed è un richiamo immediato alle arcate dei Mercati Generali.
Nel suo complesso il progetto propone un disegno urbano in continuità con la città ed aperto alle potenzialità del complesso Lingotto - parco ferroviario.
Per quanto concerne le residenze, il complesso di edifici deve la sua configurazione planimetrica alla composizione della pianta regolare della città di Torino. La composizione delle abitazioni all'interno del lotto è pensata in modo tale da creare uno spazio permeabile nelle direzioni trasversali e di schermo per quelle longitudinali. Infatti, gli edifici di testa posti sulla Via Giordano Bruno fungono da sbarramento e chiusura visiva del lotto, generando in uniformità con i vicini un rigido effetto skyline. La struttura del lotto è stata pensata in modo tale che si vengano a creare spazi privati e pubblici ben distinti, ciò comporterà la presenza di piazze, strade e cortili, ed è proprio in questi luoghi di separazione tra pubblico e privato che si integrano tra loro diverse funzioni come mezzi di trasporto, servizi per il tempo libero ed aree di Ristoro. Sulla Via Giordano Bruno si ritagliano spazi dedicati per accogliere attività commerciali come negozi, bar, uffici. In particolar modo la piazza nata dall'incrocio delle vie interne funge, oltre che da luogo di smistamento, anche da punto di ritrovo per gli abitanti della zona.
La qualità degli alloggi è stata pensata soprattutto in visione del periodo post-Olimpico, ed è appunto perseguendo i massimi standard abitativi che ha portato alla realizzazione di edifici con ottimali confort termici, acustici e visivi. Questo obiettivo ha portato alla scelta dell' utilizzo di un'architettura di tipo bioclimatico che, nell’ottica del risparmio energetico e della diminuzione delle emissioni inquinanti, garantisce le migliori condizioni di comfort ambientale agli utenti.
Gli edifici sono stati equipaggiati di una rete di teleriscaldamento, pannelli solari e serre applicate (corpi aggiuntivi in vetro con la doppia funzione di immagazzinare calore in inverno e aumentare la ventilazione in estate) e attrezzati per il recupero delle acque piovane per l’irrigazione delle aree verdi.
In quanto all' uso post-olimpico...le aree sono di proprietà della Città di Torino che, attraverso apposita convenzione, le mette a disposizione dell'Agenzia Torino 2006 per la realizzazione delle opere e del TOROC per l'esecuzione dell'evento olimpico, al termine del quale le aree ed i sovrastanti edifici verranno resi alla Città per l'esecuzione delle opere di riconversione ed il successivi utilizzo definitivo. Ad oggi si prevede che le palazzine residenziali dei lotti III, IV e V verranno destinate all'edilizia convenzionata, mentre non si sa ancora cosa avverrà dell'area centrale storica.


3 Comments:
ma alla fine a me sto villaggio mi è piaciuto...a voi?
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davide del giudice, at 27 febbraio, 2006 21:39
Si, anche a me è piaciuto!!...il bello del villaggio sono i colori sgargianti, così quando torni a casa un pò ciucco è più facile riconoscere il proprio palazzo...funziona un pò come in inghilterra!!!
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Ale, at 28 febbraio, 2006 09:33
Guarda...siccome li ho visti "poco" non posso dirti altro ke SI,MI PIACCIONO. Diciamo ke all'inizio devi farci l'okkio! (anke xkè nn siamo ne a PORTOVENERE - 5 terre, tanto meno ad AMSTERDAM) Xò, posso garantire ke con tutte le volte ke mi sono soffermato sul complesso (nel classico tragitto x andare a casa di CRISE) non posso ke dirne bene. Sopratutto 2 tipologie. LE multicolore con serramento scorrevole,che tanto movimento in facciata danno, e le verde/mattone al fondo con schermature in listelli di legno. Adesso xò speriamo diano una idropulitura alla facciata di casa mia xkè è INGUARDABILE!
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KRIS, at 09 marzo, 2006 01:56
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